Oche e cavalli in vigna

Oche e cavalli in vigna

Perché un’azienda agricola deve spendere soldi e inquinare utilizzando diserbanti e trattori per la gestione delle vigne, quando può avere gli stessi risultati con oche e cavalli da lavoro?

La Cantina di Filippo è un’azienda vitivinicola umbra, 30 ettari di colline soleggiate nella provincia di Perugia. Dal 1994 vi si pratica l’agricoltura biologica, mentre a partire dal 2008 vengono introdotte le tecniche della coltivazione biodinamica. La punta di diamante è la produzione dei vini rossi, in particolare il DOCG Montefalco Sagrantino e il DOC Montefalco Rosso, senza tralasciare i bianchi – ad esempio la DOC Grechetto dei Colli Martani- i rosati e i passiti.
Fin qui niente di particolare. Tranne il fatto che questa azienda ha messo al bando trattori e diserbanti, adottando – letteralmente! – al loro posto una squadra di oche e otto splendidi cavalli da lavoro, o “draught horses”.
Così il titolare giustifica questa scelta: “Rispettare l’ambiente, coniugando l’amore per il proprio lavoro ed una produzione di qualità, ci ha portato a sperimentare una viticoltura che fosse a basso impatto ambientale: stiamo così conducendo un vigneto sperimentale di 4 ettari senza l’utilizzo di macchine, ma quasi esclusivamente con l’aiuto di animali.”
L’utilizzo dei cavalli da lavoro diminuisce infatti il calpestio in vigna dovuto al passaggio dei trattori, che inevitabilmente compattano e rovinano la struttura del terreno diminuendone la fertilità. Oltre a questo si evita l’uso di combustibili fossili, senza contare il beneficio che deriva dal lavorare a contatto con un animale, anziché con una macchina.
E dunque largo a Bebè, Diamante e Pioggia, cavalli Comtoise, gran lavoratori e di grossa mole, Elliot ed Eddy, cavalli neri Murgesi, più piccoli e dal carattere più vivace, e le ultime arrivate Dalila e Venus, due Percheron. Chiudono il gruppo Quieta e Asia, due cavalli agricoli italiani (TPR), ottime per la lavorazione in vigna e il traino delle carrozze.
Accanto ai cavalli l’azienda agricola ha assoldato anche un nutrito gruppo di oche, alle quali è affidata la pulizia del vigneto: per ora se ne contano circa 400, all’opera su 4 ettari di terreno. Per un ettaro devono infatti essere utilizzate, in proporzione, circa 80-100 oche, che scorrazzano libere e si alimentano dell’erba che cresce spontanea tra i filari.
Queste “operaie della pulizia” sono anche entrate a far parte del progetto “Pollo Rurale”, ideato dal prof. Cesare Castellini, in collaborazione con i Dipartimenti di Agraria e Veterinaria dell’Università di Perugia.

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